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Torna a crescere l'esportazione calzaturiera. Artioli (ANCI): "Segnale di tenacia dei nostri produttori". Buone notizie per la Campania
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Torna a crescere l'esportazione calzaturiera. Artioli (ANCI): "Segnale di tenacia dei nostri produttori". Buone notizie per la Campania
05/04/2011
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La crescita delle esportazioni di scarpe made in Italy traina la ripresa del settore calzaturiero tricolore, tornato nel 2010 ai livelli pre-crisi. L'anno scorso sono state esportate 223,6 milioni di paia di scarpe, in aumento del 16,3% rispetto al 2009, per un valore di 6,7 miliardi di euro (+15,3%). Lo rileva l'Anci, l'associazione che riunisce i produttori italiani.

La produzione di scarpe sempre nel 2010 è aumentata invece del 4% in valore (a quota 6,7 miliardi). La crescita delle esportazioni «è il segnale che le aziende di fronte alla crisi non si sono arrese, l'hanno metabolizzata e hanno cercato nuove soluzioni competitive», nota il presidente dell'Anci, Vito Artioli. Le vendite in Italia però rimangono deboli, anche se le importazioni sono aumentate del 16,4% a quota 3,7 miliardi, con la Cina a fare la parte del leone. Dall'ex Celeste impero arriva infatti in Italia quasi la metà delle calzature provenienti dall'estero, con un prezzo medio inferiore ai cinque euro al paio. «I consumi italiani segnano il passo», sottolinea ancora Artioli, che tuttavia mostra una cauta fiducia per quest'anno.

«Il nostro settore si sta riprendendo: nel 2011 dovremmo consolidare la ripresa registrata l'anno scorso e fare qualche passetto in avanti», afferma. Sempre che le rivolte in nord Africa e Medio oriente non arrestino la ripresa dell'economia globale. «Se dovremo pagare di più petrolio e gas e se i cambi saranno sfavorevoli, potremmo anche perdere tutto quello che abbiamo appena recuperato», osserva ancora il presidente dell'Anci. Nonostate la ripresa, continua invece a diminuire l'occupazione del settore: nel 2010 si sono persi 2.754 posti di lavoro e hanno chiuso 224 calzaturifici. Una crisi che riguarda solo marginalmente la Campania e la Provincia di Terra di Lavoro dove l'occupazione, nonostante le difficoltà del momento, è segnalata in ripresa già nei prossimi 12 mesi.


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